Nella serata del 26 aprile presso la sala meeting della struttura alberghiera Dropiluc a Druento è stata dedicata una serata alla degustazione del cioccolato.
Dante Bianchi, imprenditore nel settore del cioccolato, ha guidato un gruppo di turisti in visita a Torino e provincia alla scoperta del cibo degli dei.
Un prodotto conosciuto da tutti, apprezzato da molti e quotidianamente visibile su banchi di caffetterie e supermercati ma spesso conosciuto poco.
Se ne potrebbe sapere molto di più perché è un prodotto che presenta varie sfaccettature legate alla sua provenienza, alla sua storia, ai suoi impieghi e ai suoi aspetti nutrizionali. Insomma si potrebbe parlare di cioccolato per ore e ore ma essendo il tempo tiranno occorre selezionare gli argomenti.
Per questa ragione alla simpatica comitiva in visita alla Reggia di Venariae a Torino è stato scelto di parlare del gianduiotto come prodotto dolciario simbolo del capoluogo piemontese; in estrema sintesi di cioccolato, di nocciola Piemonte e di Gianduia. Le parole erano accompagnate dall’esperienza della degustazione dei prodotti realizzati secondo la ricetta tradizionale nel pomeriggio stesso nel laboratorio artigiano Oxicoa Cioccolato.
Ma l’itinerario del gusto è passato anche attraverso due specialità originali dell’azienda druentina: il cioccolato senza zucchero adatto a coloro che devono tenere sotto controllo la glicemia e il cioccolato al riso che ricorda quello al latte ma completamente vegetale.
I titolari dell’Hotel Dropiluc hanno scelto di stringere questa collaborazione con l’azienda cioccolatiera per arricchire la sua offerta di accoglienza alberghiera, esaltando le eccellenze del territorio e dando profondità culturale ed enogastronomica al turista ospite. Inoltre saranno organizzate altre proposte come cene tipiche piemontesi, serate musicali…
Considerato il successo dell’iniziativa in futuro ci saranno ancora collaborazioni tra le due aziende di Druento.
Il cioccolato Oxicoa è anche un fondente ricco di antiossidanti naturali, molecole che contrastano i radicali liberi con effetto antiage, protezione cellulare, prevenzione da malattie cardiovascolari e neurodegenerative, in virtù del suo processo di lavorazione definito gentile.
Perché gentile? Perché in ogni fase viene prestata particolare cura e attenzione alla selezione del tipo di cacao, alla scelta della giusta dimensione della fava, ad una fermentazione controllata e una tostatura più bassa. Questi sono tra gli accorgimenti che servono per avere un cioccolato particolarmente ricco di polifenoli.
Le tavolette di cioccolato Oxicoa, nelle tre varianti fondente, aromatizzato all’arancia e con olio essenziale di menta e curcuma sono due volte più buone.
Oxicoa infine tiene sempre aperta una porta al finanziamento alla ricerca scientifica: ogni confezione di Oxicoa Gianduiotti Fondenti porterà alla Associazione Levi-Montalcini 2 preziosi euro che sosterranno il Progresso delle Scienze.
Pagina Facebook: I Love Cioccolato
Comprendono due pernottamenti in camera doppia con prima colazione a buffet inclusa più una cena e una Torino+Piemonte Card. Servizi gratuiti a disposizione della clientela Montainbike a noleggio (gratuito), adsl, servizio cortesia con relativo materiale informativo della città' e parcheggio interno.
Collegàti al centro storico di Torino con unico mezzo pubblico il 59.
Tantissimi gli appuntamenti a Torino e dintorni con concertidi Vasco (il 9 e il 10 giugno, il 14 e il 15 giugno), Alicia Keys (il 19 giugno), i Muse (il 28 e 29 giugno) e Jovanotti (il 16 luglio).
Grandi mostre alla Reggia di Venaria come: La Barca Sublime dal 01/03/2013 al 21/078/2013, Lorenzo Lotto nelle Marche dal 09/03 al 07/072013, Roberto Cappucci la ricerca della Regalità dal 23/03 al 08/09/2013 e tantissimo altro in centro città con Turismo Torino.
Si deve ai nobili del ‘600 e ancor prima al duca Emanuele Filiberto la diffusione della cioccolata in Piemonte, che verrà celebrata dal 6 al 15 marzo nella kermesse torinese CioccalaTò, che permetterà di trascorrere due week-end all'insegna del cioccolato e della cultura.
Torino, 5 Marzo 2009 - Si avvicina l'occasione per trascorrere un week-end all'insegna della dolcezza e dell'arte. Dal 6 al 15 marzo Torino dedica un gustoso appuntamento agli amanti del "cibo degli Dei": CioccolaTò, kermesse durante la quale golosi e appassionati di ogni età possono addolcire i propri sensi, percorrendo itinerari golosi tra pasticcerie, laboratori artigianali e ristoranti. Il tema attorno al quale quest'anno ruoterà CioccolaTò, arrivato alla settima edizione, sarà la seduzione scatenata dal cioccolato. Tutte le attività saranno incentrate intorno a questo tema, con una particolare attenzione al lato femminile, il più nascosto ma anche il più intrigante.
Il cioccolato è storia e il binomio Cioccolato e Savoia ne è una prova: la casata piemontese ha scritto, infatti, una pagina importante della storia del cioccolato. Si deve al duca Emanuele Filiberto (grande amatore, giocatore d'azzardo, cacciatore, abile nuotatore e amante del buon bere), generale dell'esercito spagnolo agli ordini dell'imperatore Carlo V, la diffusione nel '500 della cioccolata in Piemonte. Il duca ricevette proprio dall'allora re di Spagna il prezioso dono, che gli spagnoli, alla scoperta del "Nuovo Mondo", ebbero modo di conoscere grazie agli Aztechi. Nei secoli successivi la cioccolata calda, detta "bevanda degli dei", divenne di gran moda tra i nobili piemontesi, grazie al movimento di cuochi e pasticceri che si creò a corte in seguito ai matrimoni dei Savoia con principesse francesi e spagnole.
Per ripercorrere i luoghi storici dove il cioccolato si diffuse, non può mancare una gita fuori porta alla Reggia di Venaria, la Versailles di Casa Savoia a soli 10 km da Torino. La Reggia fu voluta dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II nel 1659 e divenne il cuore della Corte Sabauda, fino alla invasione napoleonica del 1797, quando fu depredata in molte parti dall'armata di Napoleone.
Oltre ad ammirare la sontuosa Reggia e i Giardini della Venaria Reale, Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO, si ha l'occasione di visitare la mostra ‘Egitto. Tesori sommersi', visitabile fino al 31 maggio, unica tappa italiana della mostra internazionale. Allestita nei nuovi spazi espositivi delle Scuderie Juvarriane, espone oltre 500 reperti archeologici provenienti da Alessandria, Heracleion e Canopo, antichissime città della zona del Delta del Nilo, sprofondate sei metri sotto il livello del Mediterraneo nei primi secoli dell'era cristiana.
La Venaria Reale, splendido esempio di recupero di un bene architettonico e culturale di eccezionale rilievo, da oggi ha anche un canale YouTube dedicato: La Venaria Reale WebTV.
Interviste ai protagonisti di quella che viene riconosciuta come una delle più rilevanti operazioni culturali a livello internazionale, immagini delle mostre, documentazione degli eventi che gravitano nel "sistema La Venaria Reale" che comprende il Parco della Mandria e il Centro del Cavallo... tutto ciò è disponibile su YouTube con montaggi di qualità, pensati e realizzati in ottica Web.
Per gli utenti dotati di connessioni ADSL di buona qualità è attiva anche l'opzione HD (high definition) che consente di fruire di una qualità superiore a quella delle normali trasmissioni televisive trasmesse via etere.
24 su 24, gratuitamente, le clip de La Venaria Reale WebTV sono a disposizione di chi ama l'arte, l'architettura e la cultura di una regione, il Piemonte, che sta puntando sempre di più sulla valorizzazione delle "eccellenze territoriali".
Venaria Reale, 17 marzo 2009 – La comunicazione tradizionale coordinata con il web 2.0 apre la strada ad una nuova era: ne è un esempio la Reggia della Venaria, splendido esempio di recupero di un bene architettonico e culturale di eccezionale rilievo, che entra in Rete con due social network attivati sulla piattaforma Ning.
Il primo, raggiungibile all’indirizzo http://lavenariareale.ning.com si rivolge a tutti gli appassionati di architettura, arte e storia che possono trovare in questo social network il luogo ideale per confrontarsi, condividere esperienze e documenti fotografici o video relativi a uno dei beni culturali più visitati d’Italia. Nel primo anno di apertura, infatti, la Reggia della Venaria ha sfiorato il milione di visitatori.
Il secondo, http://egittotesorisommersi.ning.com, è dedicato alla mostra Egitto - Tesori sommersi, che si tiene presso le scuderie juvarriane fino al 31 maggio 2009. Si tratta di un evento di eccezionale rilievo in quanto presenta in uno spettacolare allestimento di Robert Wilson i reperti portati alla luce dall’equipe di Franck Goddio nelle sue missioni di archeologia subacquea nei pressi di Alessandria.
Sono già disponibili online gallerie fotografiche e video di approfondimento oltre a numerosi commenti di appassionati e cultori dell’antico Egitto.
La piattaforma Ning costituisce una delle più flessibili soluzioni per la creazione di social network ed è stata scelta per offrire ai navigatori on-line l’opportunità di conoscere in modo “collaborativo” la Reggia della Venaria e le numerose iniziative che ruotano attorno ad essa.
Quello solitamente indicato come il doppiocorpo di Pietro Piffetti, è un mobile molto particolare, per completezza artistica e per la varietà delle decorazioni che riporta. La scritta Petrus Piffetti Inve./ fecit et sculpsit/ Taurini 1738 posta sul centro del piano della ribalta ci consente una precisa collocazione temporale.
Il volume Secret de profession: le meravigliose invenzioni di Pietro Piffetti, fra il Palazzo del Quirinale e la Fondazione Accorsi di Torino di Arabella Cifani (Direttore Artistico della Fondazione Accorsi) e Franco Monetti, chiarisce altri aspetti e ricostruisce parte della storia di questo manufatto.
Il mobile, di proprietà della Fondazione Pietro Accorsi, creato come recita una grande iscrizione (Perpetuum nodis) per un matrimonio, in tutte le immagini finora decifrate che lo decorano sviluppa il tema. Le antine centrali presentano nel loro aprirsi un poetico decoro con il sole e la luna su fondo di azzurro oltremarino trapunto di stelle, a richiamare per noi un ancor segreto sponsale.
Il principio maschile-femminile sole-luna continua nel mobile con la presenza costante di Apollo e Diana. Tra le scene, spiccano iconografie inerenti ad un matrimonio - probabilmente quello di Alessandro e Rossana -, che si svolge davanti alla statua di Apollo citaredo. Il grande ovale centrale raffigura il sacrificio di Ifigenia dinnanzi alla statua della dea Diana. In altre placche d'avorio Apollo e Diana sono raffigurati entrambi in tenuta o ambiente di caccia.
Il mobile presenta poi quattro immagini tratte con varianti dall'Iconografia del Ripa sugli allora quattro continenti: l'Europa, donna regale con cornucopia e un tempio in mano e con alle sue spalle un cavallo; l'Asia, donna seduta su un cammello, con un mazzo di fiori in una mano ed un turibolo nell'altra; l'Africa, donna con uno scorpione in mano ed un leone; l'America, donna piumata e con frecce.
Due scene laterali del mobile derivano invece dalle Metamorfosi di Ovidio, incise dal Tempesta. Descrivono Apollo nella fucina di Vulcano e Alcione che supplica Giunone. La magnifica scena centrale sita nella parte bassa del mobile con Diana dormiente con accanto una ninfa e i suoi cani è una sorta di collage di immagini tratte dalla prestigiosa serie di incisioni che Cornelis Bloemaert e Giovanni Jacopo de Rubeis forgiarono, traendole dagli affreschi realizzati da Piero da Cortona per le sale di Venere e di Giove di Palazzo Pitti. Un particolare inedito è presente nella figura dell'Europa: ai suoi piedi sulla sinistra, sono visibili strumenti musicali, scalpelli, martelli, compassi e un minutissimo spartito di musica, che canta un ironico consiglio di Piffetti: Secret de profession non iudicat. Pastiche linguistico che può sciogliersi: non giudicate i segreti con cui lavoro, guardate al risultato. A Genova, nel 1966, Pietro Accorsi acquistò il mobile che custodì sempre gelosamente rifiutandosi di venderlo.
Recente oggetto di restauro da parte del Centro per la Conservazione e il Restauro "La Venaria Reale", il doppiocorpo di Piffetti è stato restituito in gran parte allo splendore originale ed esposto al pubblico durante il primo incontro del ciclo Conversazioni a Corte, all'interno della Cappella di Sant'Uberto alla Reggia di Venaria.
La Venaria, come ha sottolineato il Direttore Alberto Vanelli, é una struttura che, oltre a rappresentare un polo museale e culturale di grande rilievo, ha anche assunto un ruolo di riferimento per una cultura di più alto livello, dedicata a un approfondimento che coinvolge sopratutto gli esperti ma non per questo, riconoscendo il proprio compito di dedicarsi alla cultura popolare, non può non rendere partecipi i non addetti. L'inaugurazione del ciclo di incontri Conversazioni a Corte di venerdì 27 febbraio, ha così presentato il doppiocorpo di Piffetti, completamente restaurato, che per circa un mese - preso a prestito dalla Fondazione Accorsi - sarà esposto alla Reggia.
Ma il pubblico non soltanto ha potuto ammirare e osservare da vicino le caratteristiche di questo oggetto unico e particolare: in un ambiente particolarmente adatto come la Cappella, grazie anche ad interventi musicali di tre membri dell'Accademia Musicale del Santo Spirito di Torino che hanno eseguito brani di Alessandro Besozzi (contemporaneo e amico del Piffetti), ha assistito a una conversazione a cui sono intervenuti Arabella Cifani (Fondazione Pietro Accorsi), Alvar Gonzalez-Palacios (storico dell'arte), Carla Enrica Spantegati (Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte), Massimo Ravera (Centro per la Conservazione e il Restauto "La Venaria Reale") moderati da Andrea Merlotti dell'Ufficio Studi della Venaria Reale.
In un clima del tutto informale, lontano dalle trattazioni accademiche, sono emerse osservazioni di grande interesse. Non esistono documenti certi che ci permettano di tracciare una storia di questo oggetto, pertanto le uniche certezze su cui possiamo contare sono le caratteristiche di fattura e di stile che lo caratterizzano; non si può affermare ad esempio con sicurezza quale sia stata la committenza: Apollo e Diana, interpretati insieme al giorno e alla notte, fratello e sorella, poco si addicono a celebrare l'unione di due sposi.
Anche per quanto riguarda l'uso cui il mobile fu destinato, possiamo fare soltanto delle ipotesi. Poco adatto ad ospitare libri per lo spazio ridotto dei ripiani, anche la funzione di scrittoio pone alcuni interrogativi: il ripiano apribile rende difficoltoso scrivere se non restando in piedi. Non ultimo, come ha esordito lo storico dell'arte Gonzalez-Palacios durante uno dei suoi interventi, non si tratta di un doppio corpo, piuttoso di un Trumeau, per utilizzare impropriamente un termine francese dell'epoca.
Non c'è nulla che rappresenti meglio il savoir vivre d'Antico Regime della civiltà del conversare. In questo spirito, la Reggia di Venaria ha deciso di dar inizio ai cicli di Conversazioni a Corte. Come un viaggiatore del Grand Tour, il pubblico sarà accolto nelle sale della Reggia con caffè e cioccolatini e potrà assistere, accompagnato da musiche da camera, ad una conversazione fra esperti d'arte, architettura e storia.
Il tema di questo primo ciclo saranno alcune opere che la Reggia di Venaria ed il suo Centro di Conservazione e Restauro hanno saputo riportare all'antico splendore. Spazi, dipinti e arredi come le architetture di Castellamonte, Juvarra, Alfieri, le grandi opere pittoriche di Miel, Dauphin, Ricci, Conca, i capolavori lignei di Piffetti e Bonzanigo che costituiscono veri tesori ritrovati. Il pubblico li potrà vedere da vicino, facendo suoi, in un'occasione unica ed irripetibile, i segreti della loro storia e riscoperta.
Le conversazioni a Corte hanno inizio alle ore 17.45 e sono comprese nel biglietto d’ingresso alla Reggia (la visita alla Reggia precede la conversazione ed è facoltativa).
Venerdì 27 febbraio, Cappella di Sant’Uberto
Il Doppiocorpo di Piffetti (Fondazione Pietro Accorsi)
Modera Andrea Merlotti, Ufficio Studi della Venaria Reale
Intervengono:
Carla Enrica Spantigati, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte; Alvar Gonzales Palacios, Studioso e storico dell'arte; Arabella Cifani, Fondazione Pietro Accorsi - Museo di Arti Decorative; Massimo Ravera, Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”
Musiche di Alessandro Besozzi (1702-1793)
Venerdì 6 marzo, Cappella di Sant’Uberto
Il «Trofeo militare» di Bonzanigo (Palazzo Madama)
Modera Andrea Merlotti, Ufficio Studi della Venaria Reale
Intervengono:
Enrica Pagella, Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica; Clelia Arnaldi di Balme, Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica; Alessandro Barbero, Università degli Studi del Piemonte Orientale; Massimo Ravera, Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”
Musiche di Gaetano Pugnani (1731-1798)
Venerdì 13 marzo, Salone di Diana
Il Salone di Diana
Modera Silvia Ghisotti, Ufficio Conservazione della Venaria Reale
Intervengono:
Carla Enrica Spantigati, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte; Michela Di Macco, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Pietro Passerin d'Entrèves, Università della Valle d'Aosta; Barbara Rinetti, Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”
Musiche di Genoveffa Ravissa (1745 ca.-1805)
Venerdì 20 marzo, Rondò alfieriano
Il Rondò alfieriano
Modera Paolo Cornaglia, Politecnico di Torino – II Facoltà di Architettura
Intervengono:
Edoardo Piccoli, Politecnico di Torino – I Facoltà di Architettura; Vittorio Natale, Studioso e critico d'arte; Ludovico Passerin d'Entrèves, Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino; Simona Offredi, Cooperativa per il restauro, Milano
Musiche di Giovanni Battista Emanuele Somis (1686-1763)
Venerdì 3 aprile, Cappella di Sant’Uberto
La Cappella di Sant’Uberto
Modera Tomaso Ricardi di Netro, Ufficio Attività espositiva della Venaria Reale
Intervengono:
Francesco Pernice, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Piemonte; Costanza Roggero Bardelli, Politecnico di Torino – II Facoltà di Architettura; Elisabeth Kieven, Biblioteca Hertziana - Max Planck Institut für Kunstgeschichte; Barbara Rinetti, Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”
Musiche di Giovanni Antonio (1690-1764) e di Francesco Saverio Giaÿ (1729 -1801)
Dalle ore 17 i partecipanti saranno accolti con cioccolatini e caffè gentilmente offerti da Guido Gobino Cioccolato e Caffè Lavazza.
Al termine delle Conversazioni, i ristoranti Dolce Stil Novo alla Reggia (tel. 011 4992343) e Cascina di Corte (tel. 011 4593278) propongono menù ispirati alla tradizione della corte sabauda.
Dal 7 febbraio al 31 maggio 2009 è aperta alla Reggia di Venaria Reale la mostra Egitto Tesori sommersi. Un impianto scenografico portentoso: dall'oscurità in cui gigantesche statue giocano il ruolo di antichi testimoni, fino alle ultime sale che espongono reperti più piccoli e manufatti di uso quotidiano, scenografia, luci e musica (firmata da Laurie Anderson) ricostruiscono l'emozione di un mondo sommerso: un'esperienza a cavallo fra scienza e teatralità.
“Con questa atmosfera Bob Wilson (lo scenografo, n.d.a.) ha voluto ricostruire l'ambiente subacqueo. - ci racconta Alberto Vanelli Direttore della Venaria Reale - Alessandria d'Egitto ed Heraklion, il suo porto, da cui questi reperti provengono, oggi sono una città sommersa. Per questo motivo, il regista ha voluto ricostruire un'atmosfera sottomarina: l'ingresso è un'area bianca in cui l'acqua non è molto profonda, mentre nelle successive sale si scende sempre più in profondità. La presentazione degli oggetti, attraverso un tessuto di tulle anziché una vetrina, rende l'idea del mondo sommerso. È ciò che vede l'archeologo che scendendo in profondità scopre i reperti.”
E questo archeologo ha un nome ben preciso: Franck Goddio, esploratore e avventuriero è lui l'artefice del ritrovamento e degli scavi che hanno portato alla luce un mondo sommerso, per restituire all'umanità contemporanea la traccia di antichità perdute.
Nel 1987 Franck Goddio fondò l'Institut Européen d’Archéologie Sous-Marine (IEASM), ente non-profit per l'individuazione, l'esplorazione, lo studio e il restauro dei siti sommersi e l'esposizione dei loro tesori. Fu una decisione coraggiosa da parte di un uomo che fino a quel momento aveva perseguito una carriera in tutt'altro campo
Nato a Casablanca nel 1947, Franck Goddio ha studiato presso l'École Nationale Supérieure de la Statistique et de l’Administration Economique. Dopo aver lavorato come consulente delle Nazioni Unite fra il 1973 e il 1975, divenne consulente del governo dell'Arabia Saudita per contribuire alla creazione del Saudi Development Fund. Ritorna in Francia nel 1983.
Franck Goddio è il nipote di Éric de Bisschop, navigatore, avventuriero e scrittore, scopritore delle antiche vie di navigazione nel sud del Pacifico e inventore del moderno catamarano. Goddio unisce il suo amore per l'avventura subacquea a solide abilità analitiche: capì che il campo offriva spazio per una società privata che collaborasse con i governi, pur rimanendo indipendente, per sviluppare metodi di lavoro e un’adeguata strategia.
Il Ministero degli Esteri francese consigliò la collaborazione di Goddio alle Filippine, che avevano richiesto l'aiuto francese per la ricerca di un vascello della Compagnia delle Indie Orientali perdutosi nel Mar Cinese nel 1773. Condotta insieme al National Museum, questa prima avventura ebbe subito successo.
Nel 1992 iniziò a lavorare, con il Consiglio Supremo delle Antichità dell'Egitto, a un progetto archeologico su vasta scala che portò alla mappatura del Porto Grande di Alessandria e alla scoperta di un importante tempio a Canopo est nella baia di Abuqir e della città di Thonis-Heracleion, a circa 7 km dalla costa. La mostra “Egitto. Tesori sommersi” espone una selezione dei manufatti più belli e storicamente più rilevanti recuperati durante queste missioni.
Nel 2003 Goddio fu co-fondatore dell'Oxford Centre for Maritime Archaeology (OCMA), associato all'università di Oxford.