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venerdì 7 dicembre 2012

RISCHI E PERICOLI DEL WEB

Venerdì 14 dicembre 2012 ore 20,30 al Castello di Moncucco Torinese (AT) 
SEMINARIO A INGRESSO GRATUITO fino ad esaurimento dei posti disponibili 
LIBRO EBOOK IN OMAGGIO "Usare internet in Sicurezza" 
Per prenotare i vostri posti inviate una email con il numero dei partecipanti a press@levimontalcini.eu

- Quali sono i pericoli di Internet, e come possiamo evitarli?
- Come tutelare i figli minorenni?
- Come difenderci da malintenzionati?
- A chi chiedere aiuto?
- Ricerca del lavoro e Web Reputation: gli errori da evitare su web prima di affrontare un colloquio di lavoro.



Navigare su Internet può essere utile e divertente, ma senza controllo può diventare fonte di minacce e pericoli. Ormai un crimine su cinque viene commesso in Rete.

E' per questo che venerdì 14 dicembre 2012 sotto il patrocinio dell'Associazione Levi-Montalcini e del Comune di Moncucco Torinese e forti della esperienza dei giornalisti scientifici di Gravità Zero, di Accademia Telematica Europea e dei tecnici informatici di ChieriWeb, verrà organizzato il seminario "Rischi e pericoli del Web" che cercherà di fare luce su quanto il mondo sia cambiato da quando "telefonavamo con il gettone" e da quando "le lettere si spedivano su carta". Sembra un secolo eppure sono passati solo 20 anni.  

RISCHI E PERICOLI DEL WEB
Venerdì 14 dicembre 2012 - ore 20,30 

Relatori:
Claudio Pasqua, giornalista, docente di informatica giuridica e comunicazione con i nuovi media 
Luigina Pugno, psicologa e psicoterapeuta

con il patrocinio del Comune di Moncucco Torinese e dell'Assocazione Levi-Montalcini  

In omaggio a tutti i partecipanti un utile ebook sull'uso di Internet per la sicurezza e un assaggio di prelibatezze di cioccolato del nostro sponsor Oxicoa 

per informazioni:  
Ufficio Stampa Associazione Levi-Montalcini 

Si ringraziano  gli sponsor Oxicoa Cioccolato per i dolci assaggi durante i due incontri e la web agency  ChieriWeb per la gestione tecnica del collegamento in sala

martedì 28 giugno 2011

BARABASI, STUDIOSO DELLA TEORIA DELLE RETI, VINCE IL PREMIO LAGRANGE FONDAZIONE CRT

Giovedì incontreremo Albert László Barabàsi, che a Torino riceverà il prestigioso Premio Lagrange – Fondazione CRT 2011 per un valore  50.000€

Famoso per il suo approccio innovativo e trasversale, nel quale lo studio della fisica si sposa liberamente con altri settori della ricerca scientifica e umanistica – dalla biologia molecolare, all’informatica, al comportamento umano – Barabàsi ha più volte sorpreso il mondo accademico con i suoi studi. A partire dalle prime ricerche del 1999 sul World Wide Web, che lo portarono a concludere che Internet non era un network “connesso casualmente” e a formulare la teoria delle reti a invarianza di scala, per arrivare fino ai recenti studi sulla mobilità umana e sulla possibilità di prevedere rotte e spostamenti grazie alle tracce lasciate da telefonini e altri devicetecnologici.

In Link. La scienza delle reti (2004), lo scienziato ha diffuso al grande pubblico le teorie più recenti e i principi dello studio del sistema dei network; nel più recente Lampi. La trama nascosta che guida la nostra vita (2011) ha invece proposto una teoria rivoluzionaria, secondo cui – proprio grazie all’ingresso del mondo nell’era delle reti complesse – non solo i fenomeni naturali ma anche i comportamenti degli esseri umani sono ormai rintracciabili e prevedibili. E non si sviluppano regolarmente, bensì concentrandosi in veri e propri lampi di iperattività.

L'articolo continua su Piemonte al Microscopio e su Gravità Zero 


mercoledì 23 febbraio 2011

Gli italiani, la scienza e le tecnologie digitali



Presentati in anteprima oggi a Torino i dati dell’Osservatorio su “Gli italiani, la scienza e le tecnologie digitali” contenuti nella nuova edizione dell’Annuario Scienza e Società 2011 (Il Mulino), curato da Observa Science in Society.

Tra i temi significativi i dati sull'età media dei ricercatori italiani: "L'età avanzata delle risorse umane: un freno per la ricerca italiana?" La ricerca italiana non è per docenti giovani. Solo 16 docenti su 100 hanno meno di 40 anni, a differenza di paesi come Cipro e Polonia, che ne contano più della metà. Anche in Germania, Svezia e Paesi Bassi, la quota di docenti sotto i quarant’anni supera il 40%.

Secondo Massimiano Bucchi, professore di Scienza Tecnologia e Società all’Università di Trento e tra i curatori dell’Annuario Scienza e Società 2011, “il tema delle risorse umane, e in particolare della loro avanzata età media si conferma come un tema cruciale per la ricerca e l’innovazione in Italia, con un rischio di ‘scoraggiamento’ delle nuove generazioni. Non è forse un caso che gli italiani siano tra i meno convinti, in Europa, che un giovane interessato alla scienza abbia oggi maggiori opportunità di lavoro (47%, contro il 73% degli svedesi e una media europea del 58%)”.

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giovedì 4 novembre 2010

AIUTARE ONLINE. L'INTERVENTO PSICOLOGICO VIA INTERNET CON ADOLESCENTI

Articolo di Luigina Pugno
Psicoterapeuta e blogger
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Quando si sceglie di fare lo psicologo, si deve anche scegliere in quale ambito operare. In base alla propria esperienza, e alle proprie caratteristiche personali, si arriva a capire con quale tipologia di patologia si è più adattiad intervenire. C'è chi si trova meglio con i disturbi d'ansia, chi con i disturbi alimentari, chi con gli adulti e chi preferisce i bambini.
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Tendenzialmente si preferisce evitare gli adolescenti in quanto risulta troppo complesso instaurare una buona relazione terapeutica e perché è più facile che venga messa in discussione l’asimmetria tipica della relazione medico paziente. Può anche diventare complessa la triangolazione economica medico – paziente – genitori.
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Dalla lettura di questo testo si capisce che un terapeuta che utilizza l’asimmetria come strumento terapeutico imprescindibile, incontrerà parecchia difficoltà nella terapia con gli adolescenti.
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Difficilmente gli adolescenti vanno in terapia. Quando si vuole fare un intervento terapeutico con gli adolescenti bisogna quindi andare dove loro stanno. Li si deve raggiungere nell'aula scolastica, nei luoghi di ritrovo, e sempre più di frequente su Internet.
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Quasi la totalità dei giovani usa Internet come luogo di scambio di idee, di risorse e per mantenere e fare nuove amicizie. La lettura di questo libro è stata una scoperta, non credevo che esistessero già tante ricerche sull'argomento e-terapia. Potrei quasi affermare che non sapevo che questo tipo di terapia venisse già utilizzata. Uno psicologo che volesse dedicarsi alla e-terapia non deve avere solo una buona base teorica, ma anche capacità relazionali che lo rendano in grado di interagire con i teenager e deve inoltre avere discrete capacità di utilizzo di questi nuovi strumenti tecnologici.
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Mi ha rassicurata leggere che anche in questo tipo di supporto psicologico c'è una sessione preliminare in cui si chiariscono le specificità di tale intervento, e vengono richiesti dei dati che possono essere utilizzati al fine di superare la distanza fisica, qualora si rendesse necessario un intervento diretto: come nel caso di un sospetto atto anticonservativo.
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Diventa chiaro che chi desidera attuare un intervento e-terapeutico deve ricevere uno specifico training. Un addestramento all'utilizzo dei social network e dello slang giovanile. Non tutti si possono improvvisare e-terapeuti. L'adolescente non vuole essere problematizzato, ma ha bisogno di sentirsi alla pari con chi sta all'altro capo della chat, perché questo lo tutela dasentimenti di vergogna. I siti Internet che offrono aiuto quindi, non devono far percepire l'intervento come medicalizzato. Il panorama italiano ha invece un look clinico, professionale e poco interattivo. Per questo non attirerebbe gli adolescenti.
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Mi sembra che i siti internet italiani dedicati alla e-terapia abbiano questo aspetto, perché in Italia la psicologia è ancora impegnata a farsi prendere sul serio. Molto interessante è il capitolo sulle prospettive di intervento, dove si trovano suggerimenti pratici per chi vorrebbe lanciarsi nel supporto psicologico via web. Una psicoterapeuta come me, che ha ambiti di intervento differenti da quelli virtuali o dai temi portati ad esempio dall’e-book, sente forte il bisogno di un glossario che spieghi cosa si intende per web 3.0 o micropunture, quando non si sta parlando di chirurgia estetica.
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Per tornare alla tematica giovanile, concludo citando le parole dell’autore: “Per quanto il territorio e-terapeutico giovanile debba ancora essere approfondito e testato, questi sembrano essere i termini chiave per l'impostazione e lo sviluppo di nuovi servizi che possono vivere e operare on-line ma con auspicabili contatti nella realtà urbana, dalle istituzioni scolastiche all'organizzazione di eventi correlati alla formazione dei gruppi in rete. Integrare vita on e offline grazie a uno strumento terapeutico virtuale significa probabilmente riportare l'adolescente a una dimensione unitaria, integrata, sociale, capace di gestire Internet come un mezzo di comunicazione preferenziale e non come un luogo esclusivo di rifugio, scisso dall'esistenza in carne e ossa.
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Sia chiaro: è tutto in costruzione, siamo ora in una fase epocale di transizione. E se è vero che una visione sinottica degli ultimi studi sul counselling attraverso pc indica con chiarezza risultati positivi e ottimi livelli di alleanza terapeutica, lo scetticismo che riguarda lo strumento specifico è ancora elevato e non solamente da parte dei terapeuti.”
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Autore: ALESSANDRO CALDERONI
Aiutare online - L'intervento psicologico via internet con adolescenti
La prima guida italiana sull'aiuto psicologico agli adolescenti via internet.
Codice ISBN:978-88-87795-52-3
Prezzo: euro 12,00
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