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martedì 15 febbraio 2011

Animali in casa: il gatto siberiano

Una casa non si completa solamente con oggettistica o piante d'appartamento: ci sono anche loro, i nostri amici a quattro zampe! Quello che voglio presentarvi è uno splendido pet, che una singolare caratteristica rende adattissimo alla vita in appartamento.

Sto parlando del Gatto Siberiano, una razza di riconoscimento abbastanza recente, ma che ha in breve tempo conquistato tanti amatori.

È un felino a pelame semi-lungo, ricco di sottopelo, arricchito da un'abbondante collaretta nel periodo invernale. Tutti i colori sono ammessi, dal tabby al nero, al colourpoint della varietà Neva Masquerade dai grandi occhioni azzurri. La corporatura è imponente, brevilinea, con testa massiccia e zampe forti e rotonde: chi desidera tenere in braccio un dolce, pacifico tigrotto, resterà affascinato dai maschi di questo irresistibile “micioskij”, che pesano da 6 fino a 10 kg. Chi trovasse questa taglia un po' impegnativa, ricordi che le femmine sono molto più piccole, da 3,5 a 7 kg.

Le origini del Siberiano vanno cercate tra gli incroci di gatti selvatici di Russia, prossimi al Norvegese di foresta, ed i felini europei nonché, forse, siamesi e birmani (e di qui le sottorazze colourpoint), introdotti a San Pietroburgo per la lotta contro i roditori.

In effetti il Siberiano, come il Norvegese, è potenzialmente un buon cacciatore, ben costruito per l'ambiente naturale, ma si adatta perfettamente alla vita domestica. Di carattere dolce e tranquillo, è caratterizzato da grandi socievolezza ed affettività, tanto nei confronti degli umani, bambini compresi, quanto di altri animali. La possibilità di quotidiane scorribande nei dintorni gratifica le sue tendenze di esploratore, ma non soffre più di tanto se costretto alla vita del micio d'appartamento urbano: saranno sufficienti le passeggiate al guinzaglio, specie se in parchi od aree verdi. La salute del nostro amico è generalmente salda, si tratta di una razza robusta e, in linea di principio, piuttosto longeva.


Una singolare qualità di indubbio interesse, come avevo già anticipato, risiede nella scarsissima attitudine a provocare, nell'uomo, allergie da pelo o toxoplasmosi come altri animali. Il pelame del Siberiano non produce quasi per nulla la proteina FEL D1, responsabile delle affezioni a carico dell'uomo. Una ragione in più per accogliere uno di questi affascinanti gattoni in casa!

Maurizio Rinaldi



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Icone di Liguria - le Grotte di Valdemino


N
el Finalese, zona carsica per eccellenza, una cavità sotterranea, senza presentare la grandiosità degli ambienti di una Castellana, della Grotta Gigante di Trieste o della marchigiana Grotta del Vento, può a buon diritto meritare il titolo di caverna “più colorata” d' Italia: la Grotta di Valdemino.

Situata a breve distanza dal paese di Borgio Verezzi (uscire al casello di Finale Ligure dell'A10, percorrere circa 3 km dell'SP Aurelia fino al paese, poi seguire le indicazioni per la grotta), è visitabile tutto l'anno mattino e pomeriggio, con l'esclusione del lunedì.

La grotta venne scoperta nel 1933, a seguito di scavi effettuati per salvaguardare la campagna circostante dalle piene del Rio Battorezza, il torrente che, con la sua azione meccanica e chimica, ha formato la cavità. Ma fu solo nel 1951 che le esplorazioni riuscirono a spingersi oltre i vani iniziali, rivelando progressivamente un labirinto sotterraneo di circa cinque chilometri. La realizzazione del percorso turistico, ancora oggi seguito, con le opere di sistemazione ed illuminazione, data dal 1970.

Non tutta l'estensione della caverna è accessibile dal turista con le guide, solamente circa 800 m, che però forniscono l'occasione per visite della durata di un'ora, durante le quali l'occhio si innamora veramente di quel mondo fatato. L'acqua, contemporaneamente distruttrice e costruttrice, ha perforato nei millenni quei vani sotterranei, rivestendoli di uno scenario inimmaginabile al'esterno, un sogno pazzo e dissimmetrico espressione di un'arte capricciosa, dove ogni particolare architettonico è unico ed irripetibile, forse somigliante ad un altro ma mai eguale, il più delle volte assolutamente difforme in nome di una fantasia sfrenata.

Panneggi, colonne, delicati ed esilissimi tubetti che si torcono in anarchiche sfide alla gravità e alla simmetria, veli trasparenti, si tingono di impensate sfumature fulve, dorate, ma anche di purissimo bianco, festa di colori che tinge di riflessi cangianti i laghetti, immobili in quel sortilegio di pietra e acqua.

Parrebbe proprio la Grotta di Cristallo destinata ad accogliere il sonno millenario di Merlino l'Incantatore...

Un consiglio solamente, se è la vostra prima visita sotterranea. Non cadete vittime della diceria secondo la quale le grotte sono sempre freddissime, non entrate con tre maglioni uno sull'altro. Dentro, troverete 16 C° costanti, in ogni stagione.

Maurizio Rinaldi


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